L’anno della Scimmia – Momenti segnanti del nostro 2019

Aurora, what is a home?

Somewhere you have truly grown .

Child of Light – Ubisoft

Letteralmente: “Aurora cos’è una casa? – Un posto dove sei veramente cresciuto“.

È una bellissima citazione, dal significato molto semplice: casa non è un posto fisico, ma un posto in cui siamo diventati quello che siamo, dove siamo veramente cresciuti.
MACACO è la nostra casa, è il posto nel quale risiede e cresce la nostra passione, la nostra esperienza e la nostra persona. Il nostro viaggio è iniziato nel 2019, ma affonda le sue radici un po’ prima, quando tre ragazzi insieme hanno deciso di intraprendere una strada ripida, tortuosa e senza indicazioni.

La storia è lunga e complessa, ma ciò che vogliamo condividere oggi è un breve, divertente Recap di tutto ciò che ha segnato il 2019 per MACACO.

Un nuovo Stile

La prima versione del Logo in alto, la seconda in basso,

Il primo passo di quest’anno è stato un piccolo Rebranding. La prima versione del logo di per se era già molto apprezzata, ma la sua complessità cromatica unita alla complessità dell’argomento che l’azienda trattava, la rendeva poco adatta alla nostra strategia.
La seconda versione prende una strada del tutto differente, senza stravolgere il concetto originale. Semplifica i colori prediligendone soltanto due e semplifica la forma “svuotando” la pelliccia del Macaco. In questo modo abbiamo un logo pulito, semplice e veloce da comprendere, che si abbina benissimo alla nostra Vision.

Tre eventi e tre imprevisti

Non tutte le ciambelle escono col buco

Qualcuno

Nulla di più scontato da dire, ma noi sviluppatori possiamo dirvi che su dieci ciambelle una ha il buco al centro, quattro hanno il buco decentrato, due hanno il buco quadrato e due non hanno il buco. Ne manca una, è la Feature tagliata all’ultimo minuto.

Quest’anno abbiamo avuto l’onore di partecipare a tre eventi:

Inaugurazione dello Swiss Agile Center di Mendrisio

Noi che cerchiamo un Kinect V2

Il progetto era semplice: un Software di Tracking multiesperienza. Controlliamo se c’è tutto il necessario per crearlo: sappiamo sviluppare con Kinect, abbiamo il Design Document, abbiamo il nostro Kinect V2... E il Kinect V2 per lo Swiss Agile? Microsoft ha deciso che era una buona idea fermare la produzione in favore di Azure Kinect.
È stato estremamente difficile trovarlo, cose che Indiana Jones nemmeno immagina. Nessun GameStop ne possedeva uno, Amazon si vergognava e piangeva, Ebay che ve lo diciamo a fare. Il risultato è stata una trasferta in qualche GameStop dimenticato da Dio che ne possedeva ben due usati. Abbiamo fatto scorta per l’eternità.

Cosa abbiamo imparato? Non dare mai per scontato che l’Hardware, benché ancora usato mondialmente, sia disponibile.

Almeno alla fine il progetto è stato rilasciato ed ha reso felici molte persone all’inaugurazione.

Visionary Day 2019

Noi quando il progetto tre giorni prima della fiera non completava la Build

“Build Done” è il messaggio che abbiamo letto dal primo giorno che abbiamo iniziato a sviluppare Noumen, un’esperienza in Realtà Virtuale fruibile tramite Leap Motion.
Io e Stefano, molto tranquilli, dopo giorni di Testing e Polishing, ci apprestiamo a generare la Build finale del progetto.

Il problema non è stato Buildare in Unity, ma generare l’eseguibile per la Realtà Mista di Microsoft. Per qualche oscuro motivo, la Build non compilava, era lì per ore e ore senza vita.
Da Artista non c’era niente che potessi fare, la mia conoscenza di codice si limita allo Shading, che non ha nulla a che vedere con ciò che generava il problema.
Cosa ho fatto? Ho dato supporto a Stefano pregando il Santo protettore dei programmatori.

Sant’Isidoro, sempre sia lodato.

Che sia stato per la provvidenza di Sant’Isidoro o per la bravura di Stefano, sta di fatto che dopo una nottata insonne, abbiamo avuto un bellissimo “Build Done”.
Siamo riusciti a portare in fiera Noumen, un’esperienza onirica che ci ha permesso di approfondire diversi aspetti del Leap Motion.

Voxxed Days Ticino 2019

Penso che avete già capito

Sul Voxxed non ho molto da dire, solo che il PC ha deciso di suicidarsi esattamente la sera prima della fiera.
La cosa più divertente è che aveva funzionato tutto il giorno, senza mai dare nessun problema. Perché allora? Perché o la tecnologia ci odia o ci sono demoni in contrapposizione a Sant’Isidoro; meccaniche divine che non ci sono date conoscere.

Non finisce qui.

Lasciamo il PC sostitutivo in ufficio e andiamo alla cena organizzata per gli Standisti. Mangiamo, beviamo, ignari che la porta dell’ufficio è stata inevitabilmente chiusa a chiave. Chiave che non avevamo. Panico. Torniamo a casa con la falsa speranza che la mattina dopo alle sei di mattina, la porta sia aperta.
Il momento è stato epico. Io, Andrea e Stefano sconfitti, arriviamo davanti all’entrata dell’ufficio, esco dall’auto e mi avvicino alla maniglia della porta di entrata. Non provo subito ad aprirla, ma mi prendo un momento per pregare qualsiasi Dio di qualsiasi religione. La tensione è palpabile. Spingo la porta e…

Si apre! Sì! Lacrime e risate insieme agli dei che hanno esaudito i miei desideri. Entriamo, prendiamo il PC e corriamo al Voxxed.
La giornata va molto bene e finisce a birra e Brezel.

Stanchi, affamati ma felici.

I progetti che ci hanno messo alla prova

Nessuno è perfetto e nemmeno noi lo siamo (Siamo comunque i migliori con i quali collaborare), per questo alcuni progetti ci hanno pestato peggio di Rocky Balboa.
Sia dal lato Artistico che dal lato programmazione, ci sono stati diversi elementi nuovi da affrontare. Un esempio è un progetto di cui non possiamo parlarvi, ma che messo davvero alla prova le mie capacità di Shading.

Un prototipo per mostrare il funzionamento dello Shader

In questo caso la difficoltà è stata la creazione di uno Shader che creasse delle ombre “disegnate”, quindi che rendesse il modello 3D una sorta di disegno. Dopo momenti in cui ho pensato di andare a vendere gamberi per la Bubba Gump Gamberi, sono riuscita nell’intento e ne siamo stati tutti molto soddisfatti.

Altri due interessanti progetti hanno richiesto l’utilizzo delle Skill di tutto il Team. Il nome del primo progetto è Your Home, il secondo è Top Secret. Su entrambi non possiamo dirvi molto, ma a Gennaio avrete molte interessanti News.

Tracking Playground, oltre alla sua caratteristica di avere un Device introvabile, è stato veramente frustrante. l problemi sono stati: il doversi alternare per fare da cavia per il testing (Parliamo di ore in piedi a fare mosse improbabili) e il Kinect che a scarsa luminosità diventava ubriaco.

Per finire

Vi ho narrato un po’ tutto ciò che ci ha fatto scappare un infarto e una risata nel 2019.
Ci aspetta un 2020 altrettanto tremendo, pieno di insidie, progetti con Bug tremendi e versioni di Unity con altrettanti Bug. Perché continuare a farlo allora? Perché quando tutto funziona, quando vivi la magia di un mondo a cui hai dato vita con le tue mani e quando quel mondo porta benefici al tuo cliente, allora capisci che la tua passione non è più un sogno, ma ha messo solide radici nella realtà di tutti i giorni.
Ringraziamo MACACO per avercelo permesso, ringraziamo DOS Group per averci accolti, i nostri clienti per aver creduto in noi e le nostre famiglie per il supporto.

Vi auguro Buon Natale e un bellissimo inizio per l’anno che verrà.

Cos’è il Body Tracking?

Avete mai visto in giro per internet i cosiddetti “Camerini Digitali”, oppure, avete mai visto delle persone ballare davanti al televisore a ritmo di musica? Se sì, avete già incontrato, oppure provato dei sistemi di Body Tracking. In qualunque caso, questo è l’articolo giusto per capire finalmente questa straordinaria tecnologia.

Il Body Tracking non è nient’altro che la capacità di un dispositivo, con fotocamera, di riconoscere nell’ambiente le parti del corpo di un essere umano e sfruttare il suo movimento per generare delle interazioni in un ambiente 3D.

Questa definizione può sembrare davvero complessa, ma prendiamo come caso studio il videogioco Just Dance per capire meglio di che cosa si tratta.

Just Dance 2018

Come funzione questo videogioco, che anima party di migliaia di case del mondo, trasformandoci tutti in improvvisati ballerini?

I giocatori devono porsi dinanzi al Kinect, una particolare fotocamera che ha la capacità di capire quante persone balleranno, e iniziare a ballare seguendo le indicazioni a schermo. Più i movimenti saranno simili, più si farà un punteggio alto.

Come avrai capito il computer elabora le immagini da questa particolare fotocamera per interpretare i singoli movimenti dei ballerini. Quindi, per fruire di questa meravigliosa tecnologia, sono costretto a essere (per forza) in possesso di una “costosa” fotocamera particolare?

Assolutamente NO!

Infatti, negli ultimi anni, il body tracking è presente nell’oggetto che tutto il giorno teniamo in tasca, ovvero il nostro smartphone!

Facebook Body Tracking

Con lo spopolare dei filtri Instagram e Facebook questa tecnologia è diventata fondamentale per l’intrattenimento ed è per questo che è possibile utilizzarla anche nei più svariati filtri di queste piattaforme. Tra l’altro, ora è possibile creare dei filtri custom per la tua azienda integrando questa tecnologia.

Differenza tra fotocamere speciali e smartphone

Avendoti dato una panoramica abbastanza ampia di questa tecnologia, una delle possibili domande che ti potrebbero frullare in testa potrebbe essere:

Perché esistono queste fotocamere speciali se si può fare tutto con un semplice smartphone?

Giustissima domanda!

Le così dette “fotocamere speciali” sono ottime per le installazioni fisse o temporanee con un alto tasso di utenza, quindi in parole povere per:

  • Fiere
  • Eventi
  • Punti vendita
  • Musei

La lista potrebbe essere lunghissima.

Mentre gli smartphone sono ottimi per contenuti social atti alla promozione di un prodotto.

Bene ma io che me ne faccio?

Effettivamente questa tecnologia, a differenza delle più note come AR e VR, è molto difficile vederla vestita sul proprio business, ma attraverso qualche esempio la tua mente sarà in grado di immaginare.

Tracking Playground – Museum

I musei sono luoghi del sapere e, purtroppo, sappiamo perfettamente che le ultime generazioni difficilmente decidono di visitarli nel WeekEnd, ma perché?

Ovviamente perché museo = noia no?

Allora come fare ad attirare un pubblico giovane in cui la soglia di attenzione verso un singolo argomento è molto bassa?

Beh tramite l’impiego di strumenti che rendono l’apprendimento emozionante e interattivo. Questo è il caso del nostro prodotto “Tracking Playground – Museum”, nel quale l’utente potrà esplorare, tramite il suo corpo, un intero museo 3D di reperti archeologici provenienti da tutta l’Asia.

Tracking Playground – Perfume

Immaginatevi un punto vendita nel quale dovete far risaltare il vostro profumo rispetto alla concorrenza. Trasmettere le sensazioni di un prodotto così complicato non è di certo una cosa semplice, ma cerchiamo di capire come si potrebbe fare.

Entrando, il vostro potenziale cliente si troverà dinanzi ad uno specchio digitale in cui vedrà riflessa la propria immagine, ma con una leggere differenza. Nella sua mano destra terrà la boccetta del vostro profumo e ogni qualvolta che chiuderà e riaprirà la mano, il mondo intorno a se si colorerà. All’improvviso apparirà una cornice composta da diverse specie di fiori che compongono la vostra fragranza. Mediante le proprie mani, il vostro potenziale cliente potrà: interagire con essi, scoprirne i singoli nomi e le proprietà che li rendono speciali per la vostra essenza.

Alla fine nell’ambiente verrà liberata la vostra fragranza che avvolgerà l’utente facendogli percepire tutto quello che ha visto in un’esplosione di emozioni.

Secondo voi alla fine che profumo comprerà?

Da potenziale cliente si è trasformato in un vostro cliente, che, oltre ad acquistare, diverrà un vostro ambasciatore e promuoverà ai suoi contatti l’esperienza e la bontà del vostro prodotto.

Pensate che sia solo fantasia?

Sbagliato.. questa è solo un’estratto della nostra esperienza “Trackring Playground – Perfume” della quale, qui sotto, potrete apprezzare il video.

Tracking Playground

E ora?

Adesso sei pronto per poter ragionare autonomamente su come potresti utilizzare questa tecnologia per il tuo business. Hai dei dubbi o delle domande? Non temere, scrivici pure per sapere come sfruttare al meglio questo potente mezzo.